domenica 25 febbraio 2018

Dal lago Inle a Mandalay...

...passando per le Pindaya Caves e Kalaw :)
Volevo provare a fare un ultimo post mettendoci dentro anche Bagan e il monte Popa...ma sarebbe venuto troppo lungo, decisamente noioso, vorrà dire che finirò il blog (come mio solito) da casa :)
Partendo dall'Inle ci fermiamo subito in visita ad un monastero-scuola, dove alcuni giovani monaci stavano già pregando, il luogo è molto semplice ma la luce del mattino e il ripetersi dei mantra buddisti lo rende davvero mistico (e il micino è meraviglioso)


Continuando il nostro viaggio raggiungiamo le Pindaya Caves, delle grotte naturali divise in più sale che hanno adibito a luogo di culto mettendovi all'interno uno sproposito di Buddha (chi dice 8000, chi di più!) di tutte le forme,dimensioni e materiali, offerti da credenti di tutto il mondo a mò di ex voto o semplici doni..un vero e proprio labirinto destinato a crescere ancora!
 


La sera a Kalaw è praticamente solo uno stop tecnico di avvicinamento, nulla di interessante (a nostro parere) se non la strada panoramica per arrivarci e per andarsene, in mezzo alle montagne.
Prima di arrivare a Mandalay facciamo sosta ad Ava, (vicino all'attuale villaggio di Innwa) che fu capitale birmana diverse volte; attraversiamo un fiume con una barchetta e proseguiamo la visita a cavallo, anzi a carretto trainato da un cavallo...e per fortuna che si sale al max in 3, altrimenti questi poverini si sfilonano!


 L'architettura qui comincia a cambiare rispetto alla prima parte del nostro viaggio, questi sono resti antichi originali, non ci sono state opere di (maldestro) restauro, è tutto rimasto com'era anche grazie al fatto che, in seguito ad un terremoto che ne distrusse buona parte, la città fu abbandonata salvandola dal "rimodernamento" (lo so, suona male ma rende!)

Arriviamo a Mandalay un po' in ritardo ma proviamo lo stesso a vederci il tramonto dal famosissimo U-Bein bridge, ma la foto, fatta da sopra il ponte, rende molto meno che fatta dal fiume (a ragione le immagini più famose)


La visita a Mandalay inizia il mattino dopo col palazzo reale, una vera città nella città, ma di originale sono rimaste solo le mura esterne: durante la seconda guerra mondiale, in una delle ultime battaglie, scoppiò un incendio e distrusse tutte le strutture (in tek) che furono poi in seguito ricostruite tali e quali le precedenti...perde un po' di fascino (a mio parere), mi sembra di essere in una Gardaland birmana :/


 Abbiamo incontrato anche delle spose in abito tradizionale (vi evito lo sposo!!) :)
Ovviamente a Mandalay non mancano pagode e monasteri da visitare, tutti simili, tutti diversi...di seguito qualche foto fatta qua e là






Il mattino seguente ci portano a vedere "il pranzo" dei monaci in una scuola molto grande, sono più di mille che partono da un edificio in fondo a questa strada e arrivano in una specie di zona mensa; la processione ormai è un evento di interesse turistico, forse anche troppo, mi sembrava un po' poco rispettoso nei loro confronti...

(!!!)
Qui cominciamo a vedere i primi segni di quel turismo che non ci piace...queste belle bambine sono state messe lì apposta tutte in ghingheri con tanto di cucciolo puffoso per farsi fotografare e poi...chiedere dei soldi! E insieme a loro anche altri bimbi a chiedere spicci con fare più o meno insistente...negativissimo! :(
Dopo qualche altra pagoda (che vi risparmio) nel pomeriggio ci imbarchiamo per raggiungere, con un'oretta di barca, Mingun, l'antica capitale, famosa anche per l'immensa pagoda incompiuta, la Mingun Paya; quella che doveva essere uno dei più grandi edifici dell'epoca venne letteralmente aperta in due da un terremoto che la colpì prima del termine dei lavori...non vorrei essere stata nei panni dell'architetto e del capo cantiere! :D
Facciamo i divi sulla nostra private boat :)
Mentre Morgan guida: "Cippo non posso guardarti perchè devo stare attento a dove andiamo!"
Sulla sinistra in alto si vede chiaramente la crepa, mentre intorno si trovano ancora i mattoni sparsi
Di fianco a questa gigantesca campana cerimoniale (alta più di 4 mt), mi sentivo ancor più piccola del solito!

Ed infine questa meraviglia! La Hsinbuyme Paya, una pagoda insolita, con 7 terrazze decorate che girano tutto intorno e che, bianchissime, riflettono la luce del sole quasi accecando chi guarda...arrivando noi al tramonto le tonalità sono più morbide e calde e visto che molti turisti sono già andati via, ce la godiamo quasi in solitaria :)



Anche Mandalay ci è piaciuta ma cominciamo ad accusare i primi segni di cedimento riguardo a pagode, monasteri, Buddha...belli belli ma veramente belli eh...solo che dopo 15 giorni cambieremmo volentieri anche il soggetto!

Ps...a Mandalay carrambata numero 2...una sera entriamo nel ristorante di fronte al nostro albergo e chi arriva dopo 5 minuti? Massimo, il ragazzo di Sassuolo conosciuto a Yangon!!! Ovviamente lo obblighiamo a cenare con noi ;) e siccome dopo qualche giorno saremmo stati tutti a Bagan ci scambiano i numeri di cellulare per ribeccarci anche là...in fondo...non c'è due senza tre :D





martedì 20 febbraio 2018

Da Loikaw al Lago Inle...

...passando per la zona archeologica di Kakku :)
Questa parte di viaggio ci è piaciuta molto, il lago Inle è veramente bello, soprattutto per come gli Shan (la popolazione di questo stato) hanno organizzato la loro vita, in funzione DEL lago e PER il lago, utilizzandolo come risorsa primaria ma sfruttandolo (ci è sembrato) con intelligenza.
La foto sotto non c'entra nulla ma mi piaceva :)
Prima di arrivare al lago ci fermiamo a visitare una zona archeologica davvero affascinante, la zona di Kukka, circa 2500 stupa in uno spazio relativamente piccolo, alcuni perfettamente conservati, altri ristrutturati (spesso ahimè non troppo bene) alcuni ancora da sistemare dopo la tromba d'aria che ha colpito la zona qualche anno fa...

Con il vento i campanelli posti in cima agli stupa suonano dolcemente e non essendoci altri rumori intorno (ad esclusione di Morgan) il camminare scalzi tra queste rovine ha un qualcosa di magico...
Ogni stupa è decorato in molte sue parti, a volte con immagini umane, a volte con animali, oppure con ricercati ghirigori ma le decorazioni sono dettagliatissime anche nei particolari nonostante il tempo ne abbia rovinato alcune parti.

Qui troviamo anche i primi Buddha visti in Myanmar coi colori originali, non "pitturati" in maniera moderna, decisamente li preferisco così!

...e anche qui il più fotografato dopo il Buddha è Morgan, i biondi hanno un gran successo da queste parti ;)
Arriviamo al lago di sera e ci portano a fare una visita ad una cantina, la location è davvero affascinante e spinti dalla curiosità ci concediamo un assaggio dei loro vini...a parte un bianco vendemmia tardiva (che si salvava perché mi ricordava lo zibibbo), tutti gli altri erano ORRENDI! Vi dirò solo che Stefano l'ultimo rosso neanche l'ha assaggiato dal cattivo odore che aveva...e per chi lo conosce non serve aggiungere altro!

Per visitare meglio il lago e i suoi villaggi ci serviamo di una barca tipica della zona, stretta per poter passare meglio tra i canali, motore modello "china buffalo" e via che si va scoppiettando come un landini...ai 2 all'ora!
Subito incontriamo questi finti pescatori, si mettono in posa per farsi fare le foto e, se vuoi, a pagamento, ti fanno una dimostrazione di come si pesca...ok anche no grazie...andiamo a vedere quelli veri aggratis ;)


 Qui raccolgono le alghe del fiume che poi faranno essiccare e useranno come fertilizzante negli orti galleggianti
Per fare gli orti utilizzano come base le alghe già presenti, aggiungono un po' di terra e dopo sopra vi coltivano di tutto, insalata, pomodori, melanzane, fragole etc...

Vi è anche una zona che ricorda molto quella di Kukka, infatti scopriamo che è stata fatta dallo stesso re nello stesso periodo, solo che questa non è stata per niente ristrutturata, è un peccato veder andare in rovina questi pezzi di storia, ma anche da noi si sono perse tante cose quindi...non stupiamoci!
Qui la natura, facendosi aiutare da un albero, si è riappropriata un po' dei suoi spazi, un po' come successe ad Angkor Wat in Cambogia

 Nella parte nuova il color oro la fa sempre da padrone
"Rifacciamo il viso del Buddha ma lasciamo a terra quello originale senza proteggerlo dai..."  In Italia sarebbe durato dai 5 ai 10 minuti senza essere rubato o danneggiato :-/

Nei monasteri e nelle pagode non è difficile incontrare un gatto da accarezzare e noi ne approfittiamo sempre :)


Una collezione di aghi da tatuaggio tradizionale birmano e sotto un uomo tatuato con i "vecchi" metodi...inizialmente pensavamo di aver visto qualcosa di particolare poi in realtà sono cose che si trovano in diversi posti, per noi è sempre affascinante lo stesso.

Anche i bambini piccoli vivono il lago come gli adulti, li puoi vedere guidare barche o remare già in tenera età...mentre da noi vengo accompagnati a scuola fino ai 18 anni e in acqua (bassa) solo con i braccioli!


Capitano Morgan sempre di vedetta!
"Five days market" mercato sull'acqua che dura 5 giorni poi si sposta in un'altra parte del lago...una parte sui pontili e un'altra sulla terraferma, abbiamo trovato un sacco di cose carinissime (ehm...forse dovremmo comprare una borsa in più per portare a casa tutto quanto!!!)

Attenzione a due particolari...il cartello in basso a sinistra che vieta l'ingresso delle donne alla zona (!!!) e quelle pallette informi al centro...quelle sarebbero immagini del Buddha che, a forza di attaccarvi le famose foglioline d'oro, sono diventati delle cose indecifrabili! Anche qui ci siamo posti il dubbio di quanto tempo sarebbero durati in Italia questi quattro Buddha ricoperti d'oro!!! 
Chiudo aggiungendo solo che qui siamo stati davvero bene, qualcosa di diverso dalle solite pagode, un po' di natura che a noi piace tanto, due giorni in barca che anche Morgan ha gradito, un cambio di prospettiva di stile di vita...con le solite stupende persone del Myanmar, davvero uniche!